TWISTED JUSTICE
  
Produzione: 1990 - USA, Golden Life Group/Hero Films, col., 90 min.
Regia: David Heavener
Sceneggiatura: David Heavener
Interpreti: David Heavener, Shannon Tweed, Erik Estrada, David Campbell, Karen Black, Don Stroud, Jim Brown, Don Scribner, Lauri Warren, James Van Patten, Ray Norris, Julie Austin, Lori Daniels, Larry Rhoe, Tanya Roberts, Norman Bernard, Bonnie Paine, Warren A. Stevens, Mark Major, Carl Chambers Jr., Carlton Thomas, Angela Down, Robert Norway
Nell'anno 2020 ogni tipo di arma è stato bandito dal consorzio umano, e neanche la polizia può farne uso nella continua lotta alla criminalità. Una condizione insostenibile per James Tucker, poliziotto fuori dagli schemi, il quale in barba ai divieti si è costruito un rudimentale ma efficace revolver per proteggersi quando deve svolgere qualche pericolosa indagine.
Il comando gli assegna infatti l'incarico di assicurare alla giustizia il ricercato Steelmore, uno spietato killer che terrorizza la cittadinanza con la sua invincibile banda, i cui componenti sono mentalmente e fisicamente potenziati dalle particolari droghe che Steelmore estorce ad una azienda farmaceutica, ricattandone i dirigenti con la minaccia di uccidere mogli, parenti e fidanzate. Ma il comando pretende che Tucker risolva il caso senza far uso delle armi, e gli intima di consegnare la sua pistola....

Palese il richiamo a Demolition Man del regista-sceneggiatore (e interprete) Heavener, il quale tenta di riproporne le tematiche di "disarmo di stato", lodevoli in teoria ma del tutto improponibili in pratica, non tanto nel film di Stallone in cui si rappresenta una società che ha cancellato ogni forma di violenza (Phoenix non è un fuorilegge autoctono, ma "importato" dal passato), quanto in questo lungometraggio, dove invece la criminalità è ancora ben radicata e pratica allegramente l'omicidio, il ricatto, l'uso della droga. Difficile quindi accettare che le istituzioni del futuro ipotizzato da Heavener riescano a contrastare senz'armi una malavita così attiva e determinata. Malgrado questa incongruenza l'opera risulta costruita con discreta ironia, presenta dialoghi non banali e interpreti di mestiere, tra i quali ci piace ricordare la brava Karen Black.

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