REWIND
Produzione: 1997 - Italia/Francia, Videa/France International Films/Jiby Productions/Les Films de l'Astre/SGGC, col., 92 min.
Regia: Sergio Gobbi
Sceneggiatura: Sergio Gobbi, Ettore Pasculli, Luca Biglione, Roberto Bessi, Silvana Buzzo
Musica: Jean-Yves D'Angelo
Interpreti: Raoul Bova, Maruschka Detmers, Niels Arestrup, Luca Zingaretti, Cécile Pallas, André Oumansky, Marc Samuel, Jay Benedict, Antonio Marsina, Maria Laborit, Jérôme Hardelay, Philippe Dajoux, Alice Evans, Candice Hugo, Meyer Bokobza, Vincent Hennebert, Riffi Kitouka, Gérard Marty

Prelevato da un carcere di massima sicurezza, il terrorista Paul Mansart, vinta l'iniziale riluttanza, si lascia sottoporre ad un esperimento di "realtà virtuale" per ricostruire l'identità del fantomatico criminale che ha preparato l'attentato che gli è costata la cattura e, probabilmente, una serie di recenti azioni terroristiche. In un laboratorio bunker, computer e sofisticate strumentazioni ordinano e registrano i suoi ricordi e le sue emozioni visualizzandole in immagini sul video, sotto gli occhi degli psicologi che coordinano l'esperimento. Mansart rivive i momenti del tragico attentato fino a comprendere, con l'aiuto della dottoressa Marianne Legrand, che i suoi complici - e la donna da lui amata - non sono stati uccisi dalla polizia, come ha sempre creduto, ma dall'uomo che ha commissionato il colpo. A mano a mano che la verità si fa strada, cominciano a verificarsi pesanti pressioni affinché l'esperimento venga interrotto, ma durante un'ultima seduta fortemente voluta da Mansart e Marianne, il criminale viene scoperto: si tratta di Luc Baudin, un insospettabile professionista che gode di protezioni influenti, e che vistosi in pericolo tenta, inutilmente, di scampare alla polizia, minacciando il figlioletto di Marianne. Finalmente libero dai dubbi e dal rimorso, Mansart torna in carcere, pronto a scontare la pena sorretto dalla speranza di un avvenire migliore.

Sergio Gobbi sviluppa un intreccio in più parti inverosimile abbinando tecnologie futuribili, anni di piombo, strategia della tensione e terroristi pentiti, con una discreta dose di superficialità.

Raul Bova è Paul Mansart, il "duro" turbato dai sensi di colpa che soltanto alla fine si scioglie in una ritrovata fiducia verso il prossimo.

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